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Il Paesaggio

Il nostro territorio si estende per circa 180 chilometri quadrati tra le quote di 210 e i 2793 metri s.m. del monte Amaro, la massima vetta dell’Appennino dopo il Gran Sasso. Il paesaggio è perciò molto vario, assumendo via via l’aspetto collinare, pedemontano e infine decisamente montano.

Pascolo Majelletta

Nella zona più bassa il clima è mite e il territorio è per lo più coltivato a oliveto, vigneto e frutteto. Nel salire verso monte il rilievo si fa più aspro e aumentano le superfici boscate (querce, lecci, cipressi, ornielli, carpini, aceri, ginepri) che occupano ampie superfici, le più scoscese e inadatte alla coltivazione. Le colture legnose da frutto lasciano gradualmente il posto a piccoli appezzamenti coltivati a graminacee e ai pascoli.

Nella zona degli altipiani della Valle Giumentina e dell’alta valle dell’Orta il rilievo torna ad addolcirsi e la terra fertile può essere utilizzata per il pascolo e la coltivazione del farro e di altri cereali. Continuando a salire troviamo ampie zone a pascolo, talvolta punteggiate dalle “more” (o “moricce”), i caratteristici cumuli di pietre realizzati dai pastori per spietrare i pascoli e, di quando in quando, dalle caratteristiche capanne pastorali in pietra a secco, dette “a tholos”.

Pino MugoI pascoli si alternano a zone boscate in cui prevale la quercia, il carpino nero e il ginepro che alle quote più alte lasciano man mano il posto al faggio e, oltre i 2000 metri, al pino mugo, una particolare varietà di pino ad andamento strisciante, che crea le caratteristiche mughete.

Numerosi fiumi, torrenti e corsi d’acqua bagnano il nostro territorio. I più importanti sono: l’Orta, che nasce poco sotto il passo di San Leonardo e solca la valle omonima lambendo Sant’Eufemia, Caramanico e San Valentino; il fiume Orfento, che si congiunge all’Orta sotto Caramanico;


Ruscello Lavinoil fiume Lavino, che nasce con il nome di fosso di Santo Spirito dalle pendici della Maielletta, percorre il vallone di Santo Spirito sotto l’omonima abbazia, viene rimpinguato dell’importante sorgente della Morgia e da altre minori e infine, presso Scafa, dalle cospicue sorgenti sulfuree del Lavino.




Vette della Majella

Le vette della Majella